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Presentazione del libro “Da Villore al Pellegrino”. Sette secoli di vicende territoriali ed architettoniche attraverso i luoghi di residenza in Toscana della stirpe dei Manescalchi a cura di Giampaolo Trotta.

settembre 25 @ 18:00 - 19:30

Il libro tratta degli edifici dove visse la famiglia dei Manescalchi da Villore, attraverso un lasso temporale di sette secoli, e pone in luce (fra le prime volte a proposito di una famiglia non nobile né magnatizia) un paradigmatico spaccato sociale di una famiglia di modesti proprietari terrieri e di piccoli domini loci all’interno di una comunità rurale del Mugello medioevale ghibellino, poi inurbatasi a Prato nel Quattrocento con l’homo novus Bartolomeo “maneschalco”, che dette il patronimico alla famiglia e le cui ambizioni di affrancazione sociale si infransero, decretando un mesto “de reditu suo” nel contado pratese prima e mugellese poi, per approdare a quello fiorentino come una stirpe di mezzadri ed, infine, di giardinieri. L’indagine assume, però, connotati più lati. Accanto alla storia dei Manescalchi, infatti, lo studio si è dilatato a quello delle vicende dei luoghi nei quali vissero, talvolta strettamente legate ad essi, talvolta in maniera più sfumata.

Indice

Presentazioni
di Cristina Acidini e di Franco Manescalchi

Premessa dell’autore

1. Le antiche radici mugellane
1.1. Castelli, curtes, ‘fabbriche’, pievi e ‘popoli’ del Mugello Orientale
1.1.1. Dai praedia romani alle curtes medioevali
1.1.2. Il territorio di Villore, tra Corella ad Oriente e Gattaja ad Occidente
1.1.3. Aguzzana ed il ‘popolo’ di San Lorenzo al Corniolo di Villore
1.2. I casali nelle località Al Prato, Alla Fonte ed Alla Ripa: le prime residenze note dei Manescalchi
1.2.1. Il Prato: un ‘nido’ tra i monti all’ombra dei conti Guidi
1.2.2. Dal Prato alla Fonte: costanza e spostamenti dei Manescalchi nel territorio di Villore
1.2.3. Bartolomeo: l’homo novus dei Manescalchi si stanzia alla Ripa
1.2.4. I figli di Bartolomeo e l’ultima loro presenza a Villore
1.3. Una continuità ambientale fra Medioevo e Ottocento: Villore nelle mappe del Catasto Generale Toscano
1.4. Il Prato e La Ripa oggi
Note

2. L’inurbamento a Prato. Speranze e delusioni di un’emancipazione mancata
2.1. Il Borgo del Serraglio, il canto alla Piagna e la nuova sistemazione urbanistica della piazza della Pieve. Uno scenografico ‘oculo’ sulla Sacra Cintola
2.1.1. Borgo al Cornio ed il “serrallium” difensivo di Vuinizio. Porta al Travaglio
2.1.2. Il nuovo circuito murario trecentesco, il Canto alla Piagna ed il regolamento edilizio del 1336
2.1.3. La pianificazione della nuova piazza ed il cannocchiale prospettico sulla cattedrale
2.1.4. La casa di “Bartolommeo maleschalcho” all’interno del cannocchiale urbano trecentesco
2.1.5. Famiglie ed istituzioni proprietarie degli immobili nella zona della Piagna
2.2. Case e botteghe del Canto alla Piagna durante il Quattrocento. Nel cuore della città mercantile. Bartolomeo “manescalcho” eponimo della famiglia
2.2.1. L’immigrazione quattrocentesca dal contado. L’Arte dei Fabbri
2.2.2. La casa-bottega di Bartolomeo nel Quattrocento
2.2.3. L’attività sommersa dei Manescalchi, la condanna del 1473 ed il volontario esilio. Il sogno infranto
2.3. Vicende storiche ed architettoniche dell’edificio già di Bartolomeo Manescalchi tra la fine del Quattrocento ed il Novecento
2.3.1. La casa al Canto alla Piagna dopo Bartolomeo: dal Quattrocento al Settecento
2.3.2. Le trasformazioni ottocentesche e quelle del Novecento
Note

3. Il ritorno nel contado. Le ultime proprietà immobiliari e terriere
3.1. Nel contado pratese lungo il Bisenzio
3.1.1. Schignano: all’ombra della Badia di Vaiano
3.1.2. Casi
3.1.3. Schignano e Casi nelle piante cinquecentesche dei Capitani di Parte
3.2. Bartolomeo “Maliscalcho” al Cerretino di Schignano 
3.2.1. Il Cerretino, l’ultima proprietà e dimora di Bartolomeo
3.2.2. Gli eredi di Bartolomeo: i Manescalchi, i Cerchiai e le loro ultime proprietà fondiarie
Note

4. Giuliano il ‘cerchiaio’: un mesto “De reditu suo”. 
Il ritorno come mezzadri in Mugello e la perdita dell’autonomia lavorativa come artigiani
4.1. Il versante orientale della Calvana fra Montecuccoli e Cavallina. Architettura e territorio
4.1.1. La Calvana: gli Alberti ed i loro cattani
4.1.2. I Sinibaldi-Nelli ed i castelli di Montebuiano, di Ariano e di Montecuccoli
4.1.3. La pieve di San Michele a Montecuccoli e le sue chiese suffraganee di Montebuiano e di Ariano
4.1.4. Bovecchio
4.1.5. La pieve di Santa Reparata a Pimonte
4.1.6. I Fioretti da Vernio e le loro proprietà a Montecuccoli, Ariano e Bovecchio
4.1.7. La Cavallina ed il castello di Latera
4.1.8. Vigesimo e Camoggiano
4.2. Gli edifici abitati dai Manescalchi nella Podesteria di Barberino: Molinuzzo, La Casella, Fontecerri e La Casaccia
4.2.1. Il Molinuzzo di Pimonte-Ariano dei Fioretti
4.2.2. Fontecerri e La Casella (Monte) dei Martelli
4.2.3. La Casaccia dei Cattani
Note

5. Verso Firenze
5.1. Monticelli, l’Isolotto, Legnaia. Tra i colli e l’Arno
5.1.1. Monteoliveto-Monticelli dall’età antica al Medioevo
5.1.2. Il borgo lineare di Monticelli lungo la via Pisana
5.1.3. Il borgo lineare di Legnaia “alla Volta” per Scandicci, la chiesa di Sant’Angelo e la Compagnia di Sant’Agostino
5.1.4. Il ‘popolo’ di Monticelli nella fertile piana alluvionale a Nord della via Pisana. Il Palagio de’ Diavoli
5.1.7. Via della Querce a Monticelli nei cabrei e nelle piante catastali fra Settecento ed Ottocento
5.2. I Manescalchi e gli ‘orti’ del Pian di Legnaia
5.2.1. Francesco Manescalchi nei poderi dei Tolomei tra Monticelli e Legnaia (1697-1729)
5.2.2. I Tolomei Gucci e le loro proprietà urbane e nel contado
5.2.3. La villa-fattoria dei Tolomei nel Pian di Legnaia
5.2.4. I discendenti di Francesco Manescalchi ‘lavoratori di terra’ alle dipendenze dei Tolomei (1730-1811) e la loro parziale presenza presso le case e le terre dei Covoni-Milanesi (1770-1798) e nel borghetto della Volta a Legnaia (1776-1794)
5.2.5. I vari rami dei Covoni e le loro proprietà in città e nel contado
5.2.6. La casa colonica dei Covoni-Milanesi nel Pian di Legnaia (già Palagio de’ Diavoli degli Alberti) e la presenza in essa di Francesco di Giuliano Manescalchi come “ortolano”
5.2.7. I Manescalchi nella Compagnia di Sant’Agostino a Legnaia tra Seicento e Settecento
Note

6. Sugli “ameni colli” di Montughi
6.1. Il colle di Montughi
6.1.1. L’antico dominio degli Ughi a balcone sulla Cassia Vetus
6.1.2. La chiesa di San Martino
6.1.3. La Villula Episcopi
6.1.4. Il monastero di Santa Marta
6.1.5. Le proprietà degli Arrigucci e dei Davanzati lungo via di Santa Marta
6.2. I Manescalchi a Montughi e la casa colonica dei Santini lungo via di Santa Marta
Note

7. Cento anni nei campi a Nordovest di Firenze
7.1. La piana di Novoli 
7.1.1. Il reticolo dell’antica centuriazione romana
7.1.2. Viabilità e insediamenti durante il Medioevo
7.1.3. San Donato in Polverosa o in Torri
7.1.4. La Villa Matilde dei Demidov
7.1.5. La Via Traversa o Maffia e il borghetto delle Macine. Un umile agglomerato di povere case tra i campi
7.2. I Manescalchi nel borghetto delle Macine. Vita e lavoro nell’umida e rigogliosa piana di San Donato
7.2.1. Il podere di via Maffia dello Spedale degli Innocenti fra Seicento e Settecento
7.2.2. La colonica di via Maffia dallo Spedale degli Innocenti ai Carraresi, ai Lapi, ai Papi ed infine ai Bertolini
7.2.3. La colonica dei Bertolini-Carrega nell’Ottocento e nel Novecento
7.2.4. La colonica delle Macine nei ricordi dei Manescalchi
7.2.5. Dopo i Manescalchi, il tramonto di un’epoca: l’industrializzazione e il nuovo stabilimento della Fiat negli Anni Trenta. La vecchia colonica viene abbattuta
7.2.5. La recente riqualificazione dell’area ex Fiat ed il parco di San Donato. Pianificazione e crisi edilizia: una voragine incolta al posto della vecchia casa colonica
Note

8. L’ultimo universo rurale. Rovezzano e la vallecola della Mensola
8.1. Rovezzano. Un borgo sparso tra i colli e il fiume
8.1.1. Rovezzano in età antica
8.1.2. Il Medioevo: architettura e territorio. San Martino a Mensola, il castello di Montalbano dei Tedaldi, lo stradone di Rovezzano e la chiesa di San Michele
8.2. I Manescalchi al podere degli Allori nella tenuta di Querceto
8.2.1. La colonica degli Allori
8.2.2. Villa Strozzi Sacrati al Querceto
8.2.3. Le coloniche della tenuta del Querceto
8.2.4. La colonica degli Allori nella seconda metà dell’Ottocento: un tipico esempio di edificio rurale del contado fiorentino
8.2.5. Gli Allori nel Novecento
Note
Appendice
Dietro il cancello, un’affascinante e misteriosa Dame en blanc

9. Tra i fiori del Pellegrino, “sotto un sì dolce clima”
9.1. Il Pellegrino: ospizi e conventi dal Medioevo all’Ottocento
9.1.1. L’antica Magione degli Ospitalieri d’Altopascio lungo la Strata qua itur ad Bononiam
9.1.2. Il complesso di Santa Maria del Popolo a San Gallo. Dalla chiesa altomedioevale alle antiquae elegantiae del convento rinascimentale
9.1.3. Dalla Compagnia della SS. Annunziata alla villa degli Spalletti Trivelli
9.1.4. Il Pellegrino: dalla Comunità preunitaria al Quartiere postunitario
9.2. Nascita e storia di una villa fiorentina fin de siécle. Il dècor della borghesia liberale, il sogno della colonia anglo-americana
9.2.1. Sui terreni coltivati dei Ginori Lisci sboccia un giardino fiorito a balcone sulla città: “La Rosa” di Bettino Ricasoli e poi di Carlo Ridolfi (1852-1888)
9.2.2. Eutanasia di un giardino (1896-1928). Carlo Ridolfi ed i nuovi interessi fondiari 
9.2.3. Dialma Rimbotti: una dimora romantica tra le colline di Firenze per la moglie inglese, Grace Pemberton (1897-1906)
9.2.4. Dai Rimbotti agli Ormsby-Andreani. L’omaggio di un miliare italiano alla propria moglie americana (1906-1932)
9.2.5. Walter Samuel Cramp ed il suo luogo ‘incantato’ dove scrivere romanzi per far sognare (1928-1932)
9.2.6. Gli anni bui della guerra. Harriet Cram-Ford e la locazione all’avvocato Edgardo Arrighi (1937-1959)
9.2.7. Dai Cramp-Ford ai Dei-Razzanelli. Progetti di demolizione e lavori di restauro tra gli Anni Cinquanta e gli Anni Sessanta
Appendice
Una breve digressione. Gli oratori delle Grazie e della Querce: due sacella-sepulcra dell’Assunzione fra reminiscenze mediorientali e suggestioni umanistiche

Tavole genealogiche della famiglia Manescalchi
a cura di Duccio Baldassini

 

 

Dettagli

Data:
25 settembre 2018
Time:
18:00 - 19:30
Event Categories:
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Organizzatore

LIBRERIA SALVEMINI
Telefono:
055 2466302
Sito web:
WWW.libreriasalvemini.it

Luogo

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