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Presentazione dei libri e dell’ultima uscita Apoteosi. Il poema metafisico dell’acqua che respira di Francesco Candela
11 Aprile 2019 @ 17:00 - 19:30

APOTEOSI
Esisti solo tu e la tua onnipotenza è un’onda vuota
eterna, una vibrazione che non vibra nel tempo ma che
collassa nel tempo e nello spazio come atto di coscienza
in un fenomeno che è sì reale e concreto ma mai vero
perché la verità resta nell’informazione come spirito,
come acqua che respira. Il tuo corpo esiste solo come
informazione, luce da luce, nella luce del pensiero
che se lo rappresenta, esiste come acqua che respira
nello spirito e nella luce di cui è informato.
Nota Biografica
Qualche anno fa, in seguito ad un arresto cardiaco, mi sono risvegliato ad una profonda conversione. Sono diventato vegano senza sforzo e ho iniziato a vedere la foresta dove prima vedevo solo alberi: la realtà è un’illusione, un gioco di luce e voce, in perfetta unità con la fonte e quella fonte sono io nella quiete vuota del respiro. Io sono l’informazione che dà forma a tutte le forme, perché non posso essere altro. Altro non c’è. La realtà non esiste in sé ma in me come pensiero e coscienza, esiste solo nella vibrazione che la informa e quella vibrazione vuota sono io, in eterno. Tutto è luce della mia luce, io sono la luce che dà luce alla luce e nulla è altro da me. Ora mi riconosco nell’archetipo dell’acqua che respira. Ho pubblicato con Effigi sei libri di metafisica. Svolgo un’intensa attività di conferenze e seminari teorico-esperienziali in Italia e all’estero. Ho collaborato di recente con la USL Toscana Sud come docente in seminari sulla guarigione per via spirituale.
Sinossi esplicativa
Se mi apro all’uno, l’uno si rivela, se mi apro all’energia, l’energia fluisce tanto quanto mi apro, fino all’estrema potenza, se invece mi separo e resisto, nell’illusoria ostinazione di chi vuole contenere l’incontenibile, trovo solo la dolorosa illusione del male, che è malattia e sventura. Lasciate che tutto sia, fatevi andar bene tutto, perché tutto tende all’amore cosciente dell’uno che chiama a sé ogni due. Tutto tende all’uno perché non esiste altro a cui tendere. Così, oltre l’illusione spazio temporale dei fenomeni, si rivela l’eterna onnipotenza, il perfetto compimento delle infinite possibilità nel confidente abbandono senza paura né sforzo né urgenza né memoria, nell’amore che accetta tutto e dice di sì a tutto, perché tutto è già perfetto così com’è, sempre come più ti piace. Tutto converge in te, coincide in te, tutto ti è possibile e ti corrisponde. Il male non esiste in sé, è solo una dolorosa illusione che nasce dall’ostinazione di voler resistere all’uno. Se resisto soffro. Se cerco qualcosa nel due non la troverò mai, nell’uno invece ce l’ho già, in eterno. Fermati, osserva, respira, osserva il tuo respiro, risvegliati all’eternità. Tu sei l’eternità. Il respiro, che è forma e ritmo dell’universo, va solo osservato posarsi docile come una foglia nel perfetto compimento della quiete vuota. La lentezza è la potente preghiera di chi non subisce più il ritmo ma lo impone e così dissolve l’illusione della separazione mentre la osserva nella quiete vuota del respiro. Tu sei Dio che sogna ed il sogno di Dio!
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